Vaccini più nel caos che mai, torna l’autocertificazione fino al 2019, l’ira dei presidi

Caos vaccini più che mai. Dopo l’annuncio di un emendamento della maggioranza per confermare l’obbligo che i bambini siano immunizzati con 10 vaccinazioni per poter frequentare materne e nidi, ne arriva anche uno dei relatori sui vaccini al decreto milleproroghe, presentato nelle Commisisoni Bilancio e affari costituzionali, che proroga per l’anno scolastico che sta per cominciare, 2018-19, la validità dell’autocertificazione. Ma nel primo voto parlamentare sul nuovo emendamento della maggioranza sui vaccini, si registra il dissenso di due deputati, uno della Lega e uno di M5s.

Le opposizioni hanno protestato con forza, prime tra tutte le ex ministre Beatrice Lorenzin e Marianna Madia.

Il nuovo emendamento prevede la validità dell’autocertificazione da parte delle famiglie fino al 10 marzo 2019.Entro quella data le famiglie dovranno presentare “la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie”.

Conte getta acqua sul fuoco (o almeno ci prova)

Da Ischia cerca di gettare acqua sul fuoco il presidnete del Consiglio Giuseppe Conte.”Sui vaccini c’era stato quell’emendamento che aveva contribuito a un’incertezza, adesso dobbiamo risolverla questa incertezza perche dobbiamo dare certezza alle famiglie e assicurare ai bambini di poter frequentare” le scuole. Lo afferma il premier Giuseppe Conte da Ischia sottolineando come, in prospettiva, sulla materia “ci sarà un intervento di sistema sul quale stiamo lavorando”.
Proprio per dare certezze alle famiglie e ai bambini che vanno a scuola, dice, “siamo intervenuti con un nuovo emendamento che assorbe quello precedente ed estende il regime individuato come transitorio per consentire l’avviamento dell’anno scolastico”.

Per la verità è il governo Conte-Salvini-Di Maio che ha reso incertissima una vicenda che era già chiara.

 

Scoppia l’ira dei presidi

Si esprime subito l’ira dei presidi che mercoledì 5 settembre avevano salutato positivamente l’emendamento che confermava l’obbligo.

“Questa è una fase in cui serve certezza del diritto, sgomberare il campo dalla confusione. Questo emendamento non sembra andare in tale direzione, continuando ad aumentare il caos che già regna nelle scuole. Riteniamo poi che il termine del 10 marzo per mettersi in regola con le certificazioni vaccinali sia eccessivo”, afferma  il presidente dell’associazione nazionale presidi Antonello Giannelli interpellato dall’Agenzia Ansa,  sull’emendamento che punta a prorogare per questo anno scolastico la validità dell’autocertificazione vaccinale.

 

Ieri c’era un altro emendamento

Pronto un emendamento della maggioranza per confermare l’obbligo delle vaccinazioni per la frequenza scolastica. Infatti si è saputo che si lavora a un testo, su proposta di diversi gruppi parlamentari, che abroghi dal decreto Milleproroghe il comma che rende non obbligatori i vaccini per i bambini di materne e asili.

I relatori delle Commissioni Bilancio e Affari costituzionali, Giuseppe Buompane e Vittoria Baldino, che stanno esaminando il provvedimento, potrebbero dare parere positivo.

“La maggioranza M5s-Lega della Commissione Affari sociali ha proposto la soppressione del comma 3 dell’articolo 6 del decreto legge che prevede la proroga dell’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione scolastica. Si tratta di una clamorosa retromarcia e di una straordinaria vittoria della buona politica, della scienza e del buon senso. Ieri, durante le audizioni, i medici, i pediatri e gli esperti degli Istituti superiori di Sanità, avevano contestato nel merito le ragioni di una scelta che metteva a rischio la salute dei bambini. È un successo importante ottenuto anche grazie al contributo decisivo dei parlamentari del Partito democratico”, ha affermato il capogruppo Dem in commissione Affari sociali, Vito De Filippo.

 

Slittati di un anno al Senato il 4 agosto

Con 149 voti favorevoli è passato in Aula al Senato l’emendamento che fa slittare di un anno l’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi.
L’obbligo, introdotto dalla Legge Lorenzin, è stato fatto slittare all’anno scolastico 2019-2020. I contrari sono 110. Un astenuto.

Elena Fattori (M5s) ha espresso un “indignato voto contrario” in dissenso dai 5 Stelle “per storia personale, professionale e dolorosamente di madre”, ha sottolineato.

Licia Ronzulli, vicepresidente dei senatori di Forza Italia, ha aggiunto: “Far slittare di un anno l’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi significa aver dato ascolto agli stregoni e non agli scienziati. E’ un errore gravissimo che pagheranno i più deboli, i più indifesi, i bambini immunodepressi o con patologie che, proprio per questo, non possono essere vaccinati e che quindi saranno i più esposti ai rischi di contagio. Di fronte alla salute dei bambini anche lo scontro politico si deve fermare”.

 

Il “vaffa” della senatrice Taverna

Saranno necessarie le riprese della seduta per stabilire se la senatrice pentastellata e vicepresidente dell’Assemblea, Paola Taverna (nella foto qui sopra), alla fine del suo accorato intervento sui vaccini nel corso dell’esame sul Milleproroghe abbia veramente lanciato un “vaffa” verso i banchi dell’opposizione.

Lo ha garantito la presidente del Senato Elisabetta Casellati al senatore di Forza Italia Massimo Mallegni che ha denunciato Taverna per l’offesa che avrebbe rivolto contro le minoranze. “Ha mandato tutti noi a quel Paese – ha detto Mallegni rivolgendosi alla Presidenza -. Questo atteggiamento in quest’Aula non è accettabile”. Alle grida che si sono levate “fuori, fuori”, la presidente ha risposto: “Fuori mando soltanto io. Spero che il vicepresidente Taverna non abbia fatto questo, perche’ ha un ruolo istituzionale che non glielo consente”.

 

Metà delle regioni sotto la soglia

La copertura vaccinale, secondo gli ultimi dati disponibili, è migliorata in tutta Italia, ma la metà della regioni è ancora sotto la soglia considerata di sicurezza.

Per questo, afferma il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, Gianni Rezza, eliminare l’obbligo vaccinale per la frequenza del prossimo anno scolastico – come prevede il decreto Milleproroghe approvato oggi – può essere rischioso, soprattutto per i bambini immunodepressi più fragili che per motivi di salute non possono essere vaccinati.

Gli ultimi dati disponibili

Secondo i dati, aggiornati a dicembre 2017, relativi ai primi 6 mesi dopo l’entrata in vigore della legge sull’obbligo vaccinale, la maggior parte delle regioni, 11 su 21, raggiunge l’obiettivo di immunizzare almeno il 95% dei nuovi nati con il vaccino esavalente, ovvero quello che protegge contro malattie gravissime come polio, difterite e tetano. Ma la copertura a livello nazionale resta leggermente al di sotto di questa soglia.

In aumento le vaccinazioni anti-morbillo

Crescono complessivamente ancora di più le vaccinazioni contro il morbillo, di oltre il 4%, ma solo una regione, il Lazio, supera il 95% di bimbi immunizzati. Si registra dunque un sensibile aumento per tutti i vaccini, sia per quelli obbligatori che non. In particolare la copertura contro la polio è aumentata del +1,21% rispetto al 2016 e si attesta al 94,5% a livello nazionale. Ma la metà delle regioni resta sotto la soglia di sicurezza del 95% di immunizzati, ovvero la soglia minima per proteggere dalla malattia anche chi il vaccino non può farlo per motivi di salute o di età.

Complicanze gravissime

Inoltre, come conseguenza delle inadeguate coperture vaccinali nei confronti del morbillo, nel corso del 2017 il nostro Paese è stato interessato da una estesa epidemia di questa malattia, che può causare complicanze gravissime. Il 2017, infatti, ha fatto registrare in Italia 5.000 casi di morbillo, di cui 300 tra operatori sanitari, e 4 decessi.

Le 10 vaccinazioni obbligatorie

Secondo la legge attuale, sono 10 le vaccinazioni obbligatorie per la frequenza scolastica: antipolio, antidifterica, antitetanica, antipertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo B, antimorbillo, antirosolia, antiparotite, antivaricella, antiepatite B.

Migliaia di bambini immunodepressi

Il rinvio deciso con il Milleproroghe potrebbe ora determinare dei rischi, avverte però Rezza: “Sono migliaia, circa diecimila, anche se non c’è una stima precisa, i bambini italiani immunodepressi o con patologie e che, per questo, non possono essere vaccinati. Lo stop all’obbligo vaccinale per la frequenza nel prossimo anno scolastico a nidi e materne mette a rischio soprattutto loro, per il pericolo che altri bambini non vaccinati – conclude – possano divenire vettori di malattie per questa fascia più debole”.

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