Salvini-Di Maio: incontri su governo e programma, domani vertice a Milano (video)

Nuovo incontro tra Salvini e Di Maio, ottimisti sulla nascita del governo giallo-verde e si danno tempo ‘2-3 giorni’ per chiudere sul programma ma, precisa il leader della Lega, ‘sennò si vota’. Ma mentre Salvini anticipa: ‘immigrazione, sicurezza e sbarchi parte fondante del programma del governo’, il deputato M5s al tavolo del programma chiarisce, si parte da ‘flat tax e reddito di cittadinanza’. Domani è annunciato un nuovo incontro a Milano tra i due partiti.

Salvo poi sottolineare le ‘convergenze’ sui diversi temi. Intanto si riparla di un premier ‘terzo’. Mattarella ammonisce, ci si deve sottrarre ‘a una narrativa sovranista pronta a proporre soluzioni tanto seducenti quanto inattuabili’. La base M5s esprime preoccupazione per la possibile scomparsa del conflitto d’interessi dal programma. Ma arriva la rassicurazione: è tra i temi all’esame.

Verso un premier terzo

“Direi che siamo veramente a buon punto, abbiamo cominciato a parlare di temi ma c’è una convergenza sul fatto che è momento giusto ci sono create le condizioni” per un governo M5s-Lega. A dirlo è Vincenzo Spadafora, responsabile delle relazioni istituzionali di Luigi di Maio, leader M5s, ospite a Porta a porta. Il governo M5s-Lega sarà “un governo snello, oltre ai 13 ministri previsti, ce ne saranno pochi altri senza portafoglio”. E comunque saranno “meno di 20”, spiega Spadafora. Sulla premiership di un governo M5s-Lega, è molto probabile “un nome terzo” che ” rappresenti quello che si scrive nel contratto di governo”.. “Entro la fine della prossima settimana si potrà giurare”. Sui tempi di un governo M5s-Lega Spadafora ha aggiunto: “Il percorso è molto positivo e credo ci sarà ancora un percorso breve che ci consenta di definire tutto entro la fine della settimana prossima”.

Le posizioni dopo un primo confronto

“Con l’incontro di oggi sono state gettate le basi per scrivere un contratto di governo tra MoVimento 5 Stelle e Lega contenente i punti programmatici da realizzare per il Paese. Si è trattato di un incontro molto positivo, che ha messo in luce una piena sintonia prima di tutto sul metodo con cui si sta procedendo e che prevede ulteriori incontri tecnici da qui a domenica per scrivere un programma di governo definitivo”. E’ quanto affermano in una nota congiunta M5S e Lega.

Il primo step del programma sul contratto di governo tra M5s e Lega “sarà pronto a breve, anzi brevissimo: entro tre giorni”. Così il deputato M5s Alfonso Bonafede, uno degli incaricati dal Movimento a seguire il lavoro per il coordinamento dei programmi di M5s e Lega, al termine del primo tavolo di lavoro sui temi. Flat-tax e reddito di cittadinanza sono “punti di partenza importanti”, ha aggiunto.

“È stato un incontro molto positivo e ci sono moltissime convergenze, su immigrazione oltre che flat tax e reddito di cittadinanza. E’ l’inizio di un confronto che ha mostrato diversi margini di convergenza anche al di là delle aspettative e c’è totale sintonia anche sulla legge Fornero”. Così la delegazione M5s al termine del tavolo.

C’è anche il conflitto di interessi tra i temi all’esame del gruppo di lavoro tra Lega e M5s per la stesura del contratto di programma. Hanno riferito i delegati per il Movimento al termine del tavolo: “Ne abbiamo parlato e non c’è nessun problema” assicura tra gli altri Alfonso Bonafede che tuttavia ricorda: “Non ci sono ancora dettagli sulle singole misure: in questi giorni lavoriamo a preparare le schede iniziali e poi entreremo nei dettagli” .

“Il tema immigrazione, sicurezza sbarchi sarà parte fondante del programma del governo”. Così Matteo Salvini conversando con i cronisti vicino a Montecitorio dicendosi “orgoglioso” che ora “si parli di temi e non di nomi”. “Abbiamo chiesto due tre giorni al presidente Mattarella per chiudere tutto, se si chiude. Sennò si vota”, ha spiegato il leader della Lega.

Mattarella: “No a narrativa sovranista”

Bisogna riscoprire l’Europa “sottraendoci all’egemonia di particolarismi senza futuro e di una narrativa sovranista pronta a proporre soluzioni tanto seducenti quanto inattuabili, certa comunque di poterne addossare l’impraticabilità all’Unione”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella parlando a Fiesole alla conferenza “the state of the Union”.

Governo Lega-M5S, vertice Salvini-Di Maio: “Significativi passi avanti”, le notizie del 10 maggio 2018

Dopo il colpo di scena, il vertice per accordarsi sul nome del prossimo premier e, a questo proposito, i vertici di Lega e M5S hanno parlato, nella tarda mattinata di oggi, giovedì 10 maggio, di “significativi passi avanti”. Mentre ormai tutti attendevano il varo del “governo neutrale e di servizio” proposto ieri dal presidente Sergio Mattarella, si sono incontrati il leader della Lega Matteo Salvini e quello dei 5Stelle, Luigi Di Maio per chiedere a Mattarella di concedere loro altre 24 ore di tempo, per mettere a punto l’ipotesi di un governo tra Lega e 5Stelle. Una significativa novità, di cui non si conoscono ancora tutti i risvolti.

Nuovo incontro nel pomeriggio

Ecco il testo del comunicato diffuso in tarda mattinata: “Si è svolto questa mattina presto alla Camera l’incontro tra Matteo Salvini e Luigi di Maio. Presenti anche Vincenzo Spadafora e Giancarlo Giorgetti. Clima positivo per definire il programma e le priorità di governo. Già oggi pomeriggio la prima riunione con i responsabili tecnici dei diversi settori Movimento 5 Stelle e Lega. Sulla composizione dell’esecutivo e del premier sono stati fatti significativi passi in avanti nell’ottica di una costruttiva collaborazione tra le parti con l’obiettivo di definire tutto in tempi brevi per dare presto una risposta e un governo politico al Paese”.

Mattarella attende l’esito

Ieri, alla proposta di attendere, Mattarella ha risposto positivamente alla richiesta di una proroga di 24 ore, che potrebbero diventare 48 per gli impegni fuori Roma del presidente.

Salvini e Di Maio passeranno, quindi, le prossime ore a preparare (e contrattare) la stuttura del primo governo Lega-5Stelle che dovrebbero presentare a Mattarella nella giornata di venerdì 11 maggio.

Il via libera di Berlusconi con una nota

In serata arriva una nota di Silvio Berlusconi che dà il via libera al governo Lega-5Stelle,

Il governo Lega-M5S – sostiene la nota di Forza Italia – “non segna la fine dell’alleanza di centro-destra: rimangono le tante collaborazioni nei governi regionali e locali, rimane una storia comune, rimane il comune impegno preso con gli elettori”.

“Se un’altra forza politica della coalizione di centro-destra ritiene di assumersi la responsabilità di creare un governo con i cinque stelle, prendiamo atto con rispetto della scelta – prosegue la nota -. Non sta certo a noi porre veti o pregiudiziali. In questo caso non potremo certamente votare la fiducia. Di più a noi non si può chiedere, anche in nome degli impegni che abbiamo preso con gli elettori”.

“Il paese da mesi attende un governo”

“Il paese da mesi attende un governo. Continuo a credere che la soluzione della crisi più naturale, più logica, più coerente con il mandato degli elettori sarebbe quella di un governo di Centro-Destra, la coalizione che ha prevalso nelle elezioni, guidato da un esponente indicato dalla Lega, governo che avrebbe certamente trovato in Parlamento i voti necessari per governare. Questa strada – si legge nella nota – non è stata considerata praticabile dal Capo dello Stato. Ne prendo atto”.

Berlusconi: “Nessuno potrò usarci come alibi”

Se un governo Lega-M5S “non potesse nascere, nessuno potrà usarci come alibi di fronte all’incapacità – o all’impossibilità oggettiva – di trovare accordi fra forze politiche molto diverse”.

“Di fronte alle prospettive che si delineano – conclude Berlusconi -, non possiamo dare oggi il nostro consenso ad un governo che comprenda il Movimento Cinque Stelle, che ha dimostrato anche in queste settimane di non avere la maturità politica per assumersi questa responsabilità. Questo lo abbiamo sempre detto, e per quanto ci riguarda non è mai neppure cominciata una trattativa, né di tipo politico, né tantomeno su persone o su incarichi da attribuire”.

 

Ministri graditi al Cav

Sul piatto della trattativa per consentire il via libera da parte di Fi all’Esecutivo M5s-Lega ci sarebbero – a quanto si dice – anche ministri graditi al Cav, nomine pesanti in Rai e nelle principali commissioni parlamentari politiche.

I gruppi di Forza Italia di Camera e Senato si sono intanto riuniti nel pomeriggio e hanno fatto sapere di rimettersi alle decisioni del Cavaliere sul governo.

“Diamo pieno mandato al presidente Berlusconi – dice la capogruppo Maria Stella Gelmini durante la riunione del gruppo alla Camera – per scegliere la strada da intraprendere contro i veti, contro le invettive, contro gli insulti. Siamo certi che il nostro leader prenderà come ha sempre fatto la decisione migliore per Forza Italia e per il Paese”.

Voci di Transatlantico prefigurano anche una ipotesi di astensione da parte di Fi, dopo un ipotetico accordo con Salvini, verso un governo Di Maio-Lega.

Ma Di Maio frena…

“Io non ho disdetto la campagna elettorale. Salvini mi ha chiesto altre 24 ore e insieme le abbiamo chieste al Colle, ma io resto in campagna elettorale”: così il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, risponde ai giornalisti che lo interpellano all’uscita dagli uffici del gruppo a Montecitorio.

Ma in serata il leader dei 5 Stelle apprezza

“Mi fa piacere che abbia prevalso la responsabilità. È un momento importante”: ha detto Di Maio nella serata di ieri a Roma.

“Tenuta salda per lealtà e coerenza l’unità del centrodestra – ha affermato Salvini -, come da nota del presidente Berlusconi che ringraziamo, rimane da lavorare su programma, tempi, squadra e cose da fare. O si chiude veloce, o si vota”.

Già stamattina Di Maio e Salvini dovrebbero tornare a vedersi per mettere a punto i nomi e il programma del loro governo, nonché il nome del premier su cui concordano.

Una mattinata di riflessioni e incontri

Ancora una mattinata di riflessioni e incontri, poi oggi pomeriggio Mattarella dovrebbe dare l’incarico per il “governo neutrale” e indicare i nomi dei ministri.

“Silvio Berlusconi smentisce fermamente le indiscrezioni secondo le quali sarebbe pronto a dare un appoggio esterno ad un governo guidato da M5S e Lega. Dopo due mesi di tentativi per dare vita ad un governo espressione del Centro-destra, prima forza politica alle elezioni del 4 marzo, Forza Italia non può accettare nessun veto”: ancora ieri sera il leader di Forza Italia negava di aver dato via libera a Salvini per accordarsi con Di Maio e i 5Stelle. E lo ribadiva con una nota. Poi la svolta.

 

 

Ma, nel corso delle ultime ore, pare che ci sia stata una svolta. Berlusconi avrebbe concesso un via libera all’ipotesi di un governo Lega-5Stelle. Se ne saprà di più dopo l’incontro tra Salvini e Di Maio (nella foto qui sopra) che si sono “convocati” a sorpresa.

Toti cerca di spostare Forza Italia

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti si è fatto protagonista di una mediazione con il leader di Forza Italia: “Ho sentito Berlusconi stanotte, oggi leggo dei titoli dei giornali abbastanza surreali sul suo passo indietro o di lato, il tema vero è che la Lega e il M5S hanno i voti per insediare un Governo e fare un accordo politico, a cui Forza Italia non parteciperà con un appoggio esterno”, ma ha dichiarato Giovanni Toti stamani a Radio 1, “Il che non vuol dire che dopo sei settimane di stallo del Paese, non si possa guardare a questa esperienza di un nostro socio strutturale da vent’anni, con una benevolenza critica, di certo non voteremo la fiducia a un Governo che contiene i 5 Stelle, incompatibili alla nostra visione politica”, precisa.

Ancora una mattinata di riflessioni e incontri, poi oggi pomeriggio Mattarella dovrebbe dare l’incarico per il “governo neutrale” e indicare i nomi dei ministri.

“Silvio Berlusconi smentisce fermamente le indiscrezioni secondo le quali sarebbe pronto a dare un appoggio esterno ad un governo guidato da M5S e Lega. Dopo due mesi di tentativi per dare vita ad un governo espressione del Centro-destra, prima forza politica alle elezioni del 4 marzo, Forza Italia non può accettare nessun veto”: ancora ieri sera il leader di Forza Italia negava di aver dato via libera a Salvini per accordarsi con Di Maio e i 5Stelle. E lo ribadiva con una nota.

Le resistenza di ieri di Berlusconi

Ma, nel corso delle ultime ore, pare che ci sia stata una svolta. Berlusconi avrebbe concesso un via libera all’ipotesi di un governo Lega-5Stelle. Se ne saprà di più dopo l’incontro tra Salvini e Di Maio (nella foto qui sopra) che si sono “convocati” a sorpresa.

Nella foto in apertura alcuni dei nomi più gerttonati per il “governo di tregua”.

Da sinistra in prima fila: Enzo Moavero Milanesi, Lucrezia Reichlin, Salvatore Rossi, Anna Maria Tarantola. Seconda fila da sinistra: Elisabetta Belloni (anche qui sopra), Giampiero Massolo, Marta Cartabia, Carlo Cottarelli. Sono questi i nomi rimbalzati ieri con maggiore insistenza per il cosiddetto “governo neutrale”.

La candidata premier più accreditata è Elisabetta Belloni, romana, 60 anni, prima donna segretario generale della Farnesina, nominata da Paolo Gentiloni, docente di cooperazione allo sviluppo alla Luiss di Roma, con buoni rapporti con il M5S tanto che girò il suo nome quando in campagna elettorale Luigi Di Maio doveva scegliere i ministri del suo eventuale governo.

Gentiloni leader del centro-sinistra se si vota presto

“Tendenzialmente sarà Gentiloni (nella foto sopra), specie se si voterà presto, naturalmente non voglio tirarlo per la giacchetta”: ha dichiarato Matteo Renzi a Di Martedì su La7, rispondendo alla domanda su chi sarà il leader del centro-sinistra alle elezioni.

Assemblea nazionale Pd il 19 maggio

Il presidente del Pd Matteo Orfini ha convocato, intanto, l’assemblea nazionale del Pd per sabato 19 Maggio alle 10.30, all’hotel Ergife di Roma.

All’ordine del giorno ci sono le dimissioni del segretario, Matteo Renzi e i conseguenti adempimenti. A norma di Statuto si può passare all’elezione di un nuovo segretario da parte dell’assemblea o alla convocazione del congresso.

I rumors sui nomi del governo: le notizie dell’8 maggio

Sergio Mattarella potrebbe affidare domani pomeriggio l’incarico per formare quel governo di “garanzia” annunciato ieri. E – nel riserbo totale del Quirinale – impazza il toto-nome. Rumours parlamentari alla vigilia danno in pole per l’incarico di premier Elisabetta Belloni, la prima donna a ricoprire il delicato ruolo di segretario generale della Farnesina.

Molto forti anche le voci intorno a Salvatore Rossi, direttore Generale della Banca d’Italia dal 2013, all’Economia. Oggi Mattarella, incontrando Juventus e Milan alla cvigilia della finale di Coppa Italia, ha colto l’occasione per fare una battuta sugli arbitri, che vanno aiutati dai giocatori. Ogni riferimento a persone e fatti realmente esistenti non è casuale.

 

In attesa del “governo di garanzia”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’incarico lo assegnerà domani, mercoledì 9 maggio. Intanto, è sempre più scontro totale sul governo, che non si riesce a fare, e sul sempre più possibile ritorno alle urne. E lo scontro è particolarmente acceso nel centrodestra. “Non ci ha consentito di fare un governo con i 5 Stelle e ora si becca le elezioni a luglio”, esclama furioso Matteo Salvini contro Silvio Berlusconi. “Vediamo quanto prende Forza Italia”.

Arriva il governo di garanzia

Il Quirinale è al lavoro per definire la squadra del governo di garanzia ma l’incarico non sarà affidato prima di domani. Il presidente Sergio Mattarella è al lavoro con i suoi collaboratori per la scelta del premier e dei ministri che dovranno comporre l’esecutivo che il capo dello Stato invierà alle Camere alla ricerca di una fiducia che in queste ore pare difficile ottenere, almeno stando alle dichiarazioni di Matteo Salvini e Luigi Di Maio. In caso di sfiducia resterà solo da decidere la data delle elezioni: o la metà di luglio o l’autunno.
Massimo riserbo al Quirinale sulle valutazioni in corso. Sono chiari però gli elementi certi che sono alla base delle valutazioni di Mattarella: grande attenzione alla presenza femminile, nessun politico in squadra e capacità di gestire i dossier internazionali e i conti pubblici.

Il mancato strappo con l’ex cavaliere

Rimane il fatto che il leader leghista non ha rotto con l’ex cavaliere per dare vita a un esecutivo con i pentastellati, nonostante l’allineamento di Forza Italia e di Fratelli d’Italia. Per ridurre la portata di Berlusconi, tuttavia, dopo essere stato al Quirinale ha incontrato Luigi Di Maio, che punta il dito contro Salvini per il mancato coraggio di strappare all’interno del centrodestra.

Meloni: “No a un Monti-bis”

Argomento dell’incontro Salvini-Di Maio è stato la richiesta di ritorno alle urne subito. Sul terreno della polemica è scesa anche Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, che ha scritto su Facebook: “Nel 2011 era lo spread, ora l’aumento dell’Iva: cambiano le ‘minacce’ ma la volontà di calpestare la sovranità popolare è la stessa. No a un Monti-bis, no a governi tecnici, no ad un altro colpo di Stato mascherato”.

Ultimi contrastanti tentativi Lega-Forza Italia

“Oggi, domani, nei prossimi giorni e i prossimi mesi continueremo i nostri sforzi per cercare quelle soluzioni possibili per far nascere un governo politico voluto dagli italiani: continuiamo a chiedere a Silvio Berlusconi un gesto di responsabilità in modo da permettere la nascita di questo esecutivo”: afferma Giancarlo Giorgetti, capogruppo della Lega alla Camera.

Proposta “irricevibile”, replica Maria Stella Gelmini (nella foto qui sopra), capogruppo di Forza Italia alla Camera. “Oggi – prosegue – chiedere a FI di dare l’appoggio esterno mi pare una domanda malposta che non può che avere una risposta negativa”.

 

Le carte rosa di Mattarella: Marta Cartabia e Elisabetta Belloni

Ha una “carta rosa” in mano il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il nome di premier. Anzi ne ha due. La prima è quella di Elisabetta Belloni, romana, 60 anni, prima donna segretario generale della Farnesina, nominata da Paolo Gentiloni, docente di cooperazione allo sviluppo alla Luiss di Roma, con buoni rapporti con il M5S tanto che girò il suo nome quando in campagna elettorale Luigi Di Maio doveva scegliere i ministri del suo eventuale governo.

E poi, sul tavolo del Quirinale, c’è anche il nome di Marta Cartabia, milanese, 55 anni, vicepresidente della Corte Costituzionale, nominata alla Consulta da Giorgio Napolitano nel 2014, allieva del presidente emerito dell’Alta corte Valerio Onida.

Domani si dovrebbe conoscere la scelta del presidente della Repubblica.

Apprezzamenti anche dai 5 Stelle per la Belloni

Elisabetta Belloni (nella foto qui sopra e in apertura di pagina con Marta Cartabia) è un personaggio che riscuote apprezzamenti bipartisan. Direttore generale della cooperazione allo sviluppo del ministero Affari Esteri dal 2008 al 2013, dal governo Berlusconi al governo Monti. E poi direttore generale per le risorse e l’innovazione con i governi di centrosinistra da Enrico Letta a Matteo Renzi.

Nel 2015 viene promossa a capo di gabinetto della Farnesina dall’allora ministro Paolo Gentiloni. E quando nel 2016 Gentiloni lascia la Farnesina per subentrare a Renzi come premier, Belloni viene nominata direttore generale degli ministero degli Esteri: prima donna a ricoprire l’incarico.

Elisabetta Belloni ha anche ottimi rapporti con il Movimento 5Stelle: ed è questo il punto che le assegna più forza nel caso in cui dovesse essere nominata a capo di un governo neutrale dal presidente Mattarella. C’era anche lei alla Link Campus quando Di Maio tenne il suo noto intervento di politica estera in campagna elettorale: Belloni era seduta in prima fila e la sua presenza fu raccontata sui media. Il suo nome in effetti girò anche come papabile per il ministero degli Esteri nell’esecutivo che il leader pentastellato ha presentato prima delle elezioni.

Marta Cartabia allieva di Onida alla Corte costituzionale

Nella rosa di Mattarella c’è anche Marta Cartabia, cattolica, allieva di Onida e per questo apprezzata in una parte della sinistra, vicina a Giuliano Amato, nominata all’Alta corte da Napolitano. Il suo nome rientro nella rosa che dovevano portare all’elezione di un nuovo capo dello Stato nel 2015, prima che il Parlamento si arenasse e decidesse per un secondo incarico al presidente Napolitano.

Il “governo neutrale” proposto da Mattarella

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine dell’ultimo giro di consultazioni, davanti al “nulla di fatto”, ha deciso di varare un “governo neutrale e di garanzia” per consentire all’Italia di andare avanti nei prossimi mesi.

”È doveroso dar vita ad un nuovo governo. Non si può attendere”: afferma il presidente della Repubblica. “Laddove tra i partiti non si raggiungesse alcuna intesa” per un governo politico nei prossimi mesi “il governo neutrale dovrebbe concludere la sua attività a fine dicembre per andare subito dopo a elezioni”. “Non esiste una maggioranza con la sola lega e i Cinque Stelle e si è rivelata impraticabile una maggioranza M5s con Pd ed è stata sempre affermata da entrambe le parti l’impossibilità tra il centro-destra e Pd. Tutte queste indisponibilità mi sono state confermate questa mattina”, ha sottolineato il presidente della Repubblica.

Il governo di Mattarella, ottenendo la fiducia del Parlamento, potrebbe arrivare anche a dicembre, trovando un modo per approvare il contenimento dell’Iva e altre misure importanti.

Le preoccupazioni di Mattarella

“Il governo presieduto dall’onorevole Gentiloni – ha detto ancora Mattarella – che ringrazio per il lavoro che ha svolto e sta svolgendo in questa situazione anomala ha esaurito la sua funzione e non può essere ulteriormente prorogato in quanto espresso da una maggioranza parlamentare che non c’è più”. “Ritengo che sia più rispettoso” della dinamica democratica che a “portare alle elezioni sia un governo non di parte”.

“L’ipotesi alternativa è indire nuove elezioni subito ma non vi sono tempi per il voto entro giugno, si potrebbero svolgere in piena estate ma finora è stato evitato perchè per gli italiani è difficile esercitare il voto, si potrebbe fissare in autunno”.

“Sarebbe la prima volta che il voto popolare non viene utilizzato e non produce alcun effetto. Scelgano i partiti con il loro libero comportamento e nella sede propria parlamentare. Cerchino una maggioranza politica per un governo neutrale entro l’anno oppure nuove elezioni subito, in autunno o nel mese di luglio”.

Poi ancora: “Mi compete far presente alcune preoccupazioni: che non vi sia tempo per approvare dopo il voto la legge di bilancio entro fine anno, con l’aumento dell’Iva e con gli effetti recessivi che questa tassa comporterebbe e il rischio di esporre la situazione finanziaria”.

Lega Nord e 5Stelle hanno subito detto no al presidente e rinadito l’intenzione di andare a votare a luglio, nella prima data utile.

La posizione di Pd e Forza Italia

Il segretario reggente Maurizio Martina del Pd condivide invece “il richiamo al senso di responsabilità” del Quirinale: “Ci auguriamo che venga ascoltato da tutte le forze politiche in queste ore. Il Pd non farà mancare il suo sostegno all’iniziativa preannunciata ora dal presidente”.

Nutre forti dubbi sul voto a luglio anche Forzas Italia: “Siamo pronti come sempre in ogni momento al voto, ma riteniamo che il voto in estate non sia il più adatto per garantire la partecipazione, come sottolineato anche dal Presidente Mattarella” ha detto la capogruppo a Montecitorio, Mariastella Gelmini.

 

Le riunioni iniziate alle 10 di stamattina

Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha convocato per stamattina, lunedì 7 maggio, alle 10, un nuovo giro di consultazioni per la formazione del governo. Gli incontri al Quirinale si terranno in un unico giorno.

Dopo la visita al Quirinale ‘c’è stato un vertice imprevisto al gruppo della Lega alla Camera con la partecipazione di Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giancarlo Giorgetti.

Al centro, si apprende ancora, le valutazioni sulla data delle prossime elezioni. “Come promesso lavorerò per dare un governo al paese e fino all’ultimo cercherò di far cadere i veti dall’una e dall’altra parte. Se questo non dovesse avvenire la data più vicina per votare è domenica 8 luglio. Sulla data è d’accordo anche Di Maio”, ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, lasciando Montecitorio. “Senza governo politico possibile data per votare è l’8 luglio”, ha ribadito anche il capo politico del M5S Luigi Di Maio.

 

La “profezia di Di Maio”

“Alle elezioni sono sicuro che ancora una volta gli italiani ci sorprenderanno – ha aggiunto Di Maio, facendo la sua “profezia” -, ma tutti i partiti si dovranno assumere la responsabilità di aver pensato ai loro interessi. Noi da oggi ci mettiamo in campagna elettorale e andiamo a raccontare questi due mesi di bugie”.

“Vi chiedo un grande sacrificio ad andare a votare (a luglio n.d.r.) ma io chiedo ai cittadini di mandare il M5S al governo visto che i partiti non lo hanno voluto”.

“Oggi ancora una volta il centrodestra di Salvini e Berlusconi si è ripresentato a chiedere un mandato per cercare i voti in Parlamento. Cioè Salvini ha scelto ancora una volta Berlusconi, ma soprattutto di formare un governo dei voltagabbana, dei traditori del mandato politico, è questo quello a cui stiamo assistendo, ancora una volta una scelta figlia di coalizioni finte e nessuna premura per la stabilità del Paese”.

“Ci siamo visti con Di Maio, abbiamo avviato un confronto, come ci ha chiesto il Quirinale”, ha aggiunto Giancarlo Giorgetti, presidente gruppo Lega alla Camera.

“Le strade sono due: un governo a guida centrodestra che in Parlamento trovi i numeri mancanti oppure l’altra soluzione è il ritorno alle urne”.

Silvio Berlusconi ha ribadito in agli alleati e anche stamani nel vertice prima di salire alle consultazioni. L’ex capo del governo ha inoltre chiarito che Forza Italia non darà nessun voto ad altre soluzioni prospettate dal Quirinale: “Non sono così folle – è il ragionamento di Berlusconi – da votare un governo che non avrebbe i numeri, perdendo consenso”.

 

Mattarella si pronuncia già stasera?

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che potrebbe parlare già questa sera, al termine dell’ultimo giro di consultazioni con i gruppi parlamentari, farà nei prossimi giorni le sue scelte. Sembra escluso che conceda al centrodestra di andare a cercare i voti, che sulla carta non ci sono, per un sostegno a un governo in Parlamento.

Discussioni nel centro-destra ieri fino a tarda sera. Il leader dei 5Stelle, Luigi Di Maio, aveva rilanciato – infatti – l’offerta di un governo “politico” tra grillini e Lega Nord. Salvini molto interessato alla proposta, ma Berlusconi lo ha stoppato, affermando che Forza Italia deve entrare nel governo o non se ne fa niente.

Verso un “governo di  tregua”?

Difficile che il presidente della Repubblica riporti il paese alle urne ai primi di luglio, a 4 mesi dalle precdenti elezioni. Più probabile che, sfumate le possibilità di un accordo per un governo politico, Mattarella metta sul tavolo lo scenario di un governo “di tregua”, neutrale, con un premier indicato dal capo dello Stato, che cerchi di arrivare all’inizio del 2019, assicurando il varo della manovra in autunno, evitando l’aumento dell’Iva.

Oggi la delegazioni del centor-destra si presneterà unita da Mattarfella. Ma non si sa con quale proposta. I 5Stelle hanno ieri più volte ribadito, come la Lega, di essere ostili a un “governo del presidente”. Non si sa come farà oggi Mattarella a “trovare la quadra” tra posizioni così distanti.

 

Le sollecitazioni del Quirinale: notizie del 4 maggio

 

Il capo dello Stato ormai mette  fretta ai partiti: “A distanza di due mesi – si sottolinea al Quirinale – le posizioni di partenza dei partiti sono rimaste immutate. Non è emersa alcuna prospettiva di maggioranza di governo. Nei giorni scorsi – si rileva – è tramontata anche la possibilità di un’intesa tra il Movimento 5 Stelle e il Pd. Il presidente Mattarella svolgerà nuove consultazioni, in un’unica giornata, quella di lunedì per verificare se i partiti abbiano altre prospettive di maggioranze di governo”.

Altrimenti prenderà corpo quello che viene definito un “governo del presidente”, con un tecnico alla presidenza del Consiglio.

Il giro al Quirinale inizia con i 5Stelle

Il nuovo giro di consultazioni inizierà lunedì 7 maggio alle 10 con la delegazione del Movimento Cinque stelle. Seguirà quella del centro-destra che si presenterà al Colle in un’unica delegazione.

Poi di seguito le delegazioni degli altri partiti. Chiusura in serata con i presidenti di Camera e Senato. Lo si legge nel calendario delle consultazioni diffuso dal Quirinale.

Insomma lunedì, in un modo o nell’altro, si annuncia come una gironata decisiva,

 

 

Le notizie del 2 maggio

Dopo il fallimento dell’ipotesi di governo tra 5Stelle e Pd, bruciata dall’uscita di Matteo Renzi da Fabio Fazio, con l’ex segretario del Democratici che ha vanificato giocando d’anticipo la direzione dei Dem convocata per domani, 3 maggio, torna di nuovo in primo piano il leader della Lega, Matteo Salvini, che prova a prendere in mano le redini della trattativa per formare un governo.

 

Salvini: “Coi veti non si va da nessuna parte”

“Vediamo se qualcuno dei 5 Stelle dopo queste settimane torna coi piedi per terra e viene a un tavolo a ragionare sulle cose da fare ma con la squadra che ha vinto, il centro-destra. Coi veti e i bisticci non si va da nessuno parte, l’ho detto a Di Maio ma anche a Berlusconi”.

Matteo Salvini, ieri a una festa di partito vicino Bergamo, ha assicurato che proverà “a cercare in parlamento quella forza per fare le cose che ci chiedono gli italiani. Ci proverò fino all’ultimo, ma partendo dal centrodestra che è la prima coalizione e ha vinto in Molise e Friuli”. A chi suggerisce di chiede un pre-incarico per formare un governo, Salvini risponde: “Perché no?”.

“Voglio ragionare ancora con i 5Stelle

“Non si tratta per il governo con il Pd – dice Salvini – si ragiona con i 5 Stelle o altrimenti c’è il voto”. A chi gli chiedeva se ci sia stato uno scambio di sms con Matteo Renzi, Salvini ha risposto: “Mi scrivo con tutti, con Renzi, con Di Maio…”.

“No al governo istituzionale”

Bocciato il governo istituzionale: “E’ stare tutti insieme per non fare nulla”. Salvini rivendica “al centro-destra, che è una squadra”, il diritto di guidare il prossimo esecutivo per fare “quello di cui gli italiani hanno bisogno”.

“La situazione – ammette il leader del Carroccio – non è facile perché per quasi due mesi abbiamo avuto qualcuno che diceva di voler dialogare con tutti ma che il premier lo faceva lui e comandava lui. E ha aperto due forni, ha girato 18 panetterie per piazzare il suo pane”.

“Questo qualcuno – ha concluso il segretario della Lega riferendosi a Di Maio – ha detto ‘o governo con la Lega o governo con il Pd’. Amico mio, non funziona così”.

Al momento semvbra difficile che possa funzionare anche in altri modi. E le elezioni sono finite dalla sera del 4 marzo.

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