Omicidio di Manuela Bailo, il legale dell’amante: “Fabrizio è pentito”

Il legale di Fabrizio Pasini che ha confessato l’omicidio di Manuela Bailo, diversi giorni dopo l’accaduto, cerca di attenuare le responsabilità del suo assistito.

Dice l’avvocato Matteo Scapucci: “Mi ha detto che è c’è stato un litigio in casa con Manuela, si sono spinti e la giovane è caduta dalle scale. Il reato contestato prevede la colpa o la preterintenzione,  le indagini non sono ancora concluse ed è una vicenda da ricostruire».

Il presunto pentimento

“Pasini da domenica – continua il suo difensore – si è reso conto di quello che ha fatto e sta mostrando pentimento. È consapevole della gravità della situazione”.

Vedremo quanto c’è di vero in queste affermazioni, che sembrano avere un unico obbiettivo: attenuare le responsabilità del sindacalista dell’Uil nel delitto.

 

 

“È un verme bugiardo”; dice l’amica di Manuela, le notizie del 22 agosto

“È un verme e deve pagare fino all’ultimo giorno per quello che ha fatto. Mi ha raccontato un sacco di bugie”. A parlare è Francesca Coccoli, l’amica di Manuela Bailo (nelle foto sotto le due giovani insieme), l’unica a sapere della relazione della ragazza uccisa dall’ex amante, Fabrizio Pasini. “L’ho chiamato mercoledì 1 agosto subito dopo aver scoperto della loro relazione”, ha raccontato l’amica con cui Manuela doveva partire il 15 agosto per 10 giorni di vacanza in la Grecia.

“Voleva incontrarmi”

“Bailo mi ha detto che aveva visto Manuela per l’ultima volta il venerdì sera della settimana prima”, ha aggiunto Francesca Coccoli. “Il giorno successivo alla denuncia, prima di partire per il mare come se nulla fosse, mi ha pure mandato un messaggio chiedendomi se avevo novità. Non è un uomo uno che si comporta così. Anche a Ferragosto l’ho chiamato per sapere se davvero non sapesse nulla. Mi ha risposto di non sapere niente. La cosa inquietante è che prima di mettere giù il telefono mi ha detto che sarebbe tornato dalle ferie domenica, e che se volevo potevamo vederci per un caffè”.

Dito puntato contro l’uomo

Francesca non ha nutrito dubbi di quando accaduto: “Sapevo che era stato lui, perché nella vita di Manuela non c’erano tante persone. Lui le ha fatto tanta pressione per non farla parlare che lei, da innamorata, non ha detto niente a nessuno della loro storia”. E intanto su Facebook ha scritto: “Il vuoto. Sei e sarai sempre nel mio cuore”.

Uccisa dopo averlo portato al pronto soccorso

Emergono ulteriori particolari sull’omicidio di Manuela Bailo, 34 anni, assassinata dall’ex amante Fabrizio Pasini, 48. Mentre si resta in attesa di conoscere la causa della morte e l’esatto movente, di certo si sa che la sera in cui la ragazza scompare ha accompagnato al pronto soccorso l’uomo.

A casa della madre di lui

In quel momento era ancora viva e Pasini lamentava un dolore al torace, provocato dalla frattura di una costola mentre era con Manuela a casa della madre di lui, in vacanza al mare con i figli adolescenti dell’uomo. Come se l’è procurata? È stata una caduta domestica, come sostenuto dal sindacalista in un primo momento, oppure dell’esito di una colluttazione?

Trascinata in un anfratto

Dopo l’accesso al pronto soccorso, la coppia clandestina si sposta nel Cremonese, nella cascina in cui Manuela muore per mano del suo ex amante che, prima, ne ha abbandonato il corpo e poi l’ha buttata in un anfratto, coprendolo con una lastra da lamiera.

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Manuela Bailo, 34 anni, dipendente del Caf Uil di Brescia, è stata assassinata dall’ex amante, Fabrizio Pasini (nella foto in apertura con la giovane), 48 anni, sindacalista della Uil e collega della vittima. L’uomo, sposato e con figli, nei giorni scorsi era diventato il principale sospettato dato che il convivente di Manuela, suo ex fidanzato, aveva un alibi fortissimo.

Alla svolta si è arrivati lunedì 20 agosto: dopo quasi un mese senza notizie di lei, ecco la conferma che si è trattato di un un omicidio. L’uomo, appena tornato da 2 settimane di vacanze in Sardegna con la famiglia, ha confessato e ha indicato il luogo in cui ha sepolto il cadavere della donna sparita nel nulla tra il 29 e il 31 luglio portando gli investigatori sul posto. “È dentro una buca, sotto una lamiera”, ha detto Pasini ai carabinieri.

Il movente non è ancora chiaro

“Le indagini non sono ancora chiuse, per ora ha confessato, ma non ha ancora fornito tutti gli elementi necessari per ricostruire anche le motivazioni di questo gesto”, ha detto il procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno parlando del fermo di Pasini. “La confessione è arrivata a seguito delle indagini che si sono avvalse di strumenti tecnici e il risultato è dovuto anche al lavoro encomiabile degli uffici della procura e dei carabinieri”.

Pasini ha tentato anche un’autodifesa non tanto convicente, sostenendo che Manuela ” è caduta dalle scale, un incidente, non volevo ucciderla”. In ogni caso la dinamica e il movente sono ancora da accertare.

L’Uil decide di sospenderlo

La Uil ha sospeso il reo confesso, sindacalista di Brescia, avviando la procedura per l’espulsione definitiva dall’organizzazione. Il sindacato, che rivendica il suo impegno nella lotta contro la violenza sulle donne, ha diffuso una nota spiegando che “la notizia dell’assassinio di Manuela, la nostra dipendente del Caf Uil di Brescia, ha gettato noi tutti nello sconforto. È un dolore immenso che condividiamo con i suoi familiari, al cui fianco ci stringiamo con sincero affetto”.

“Mai avremmo immaginato”, afferma ancora la Uil, “che un nostro attivista di categoria, il reo confesso, potesse essere capace di un così efferato delitto”. “Lo avevo visto giovedì 2 agosto”, dice racconta Mario Bailo, segretario Uil e omonimo della vittima, “ed era tranquillissimo, mi aveva parlato del viaggio in Sardegna. E avevo davanti un assassino. Spero marcisca dentro”.

Ha fatto trovare anche l’auto della donna

L’assassino ha fatto trovare anche la macchina della donna, lasciata a Brescia, nel luogo in cui i due si erano incontrati la sera del 28 luglio. Il delitto è avvenuto proprio quella sera, al termine di un litigio durante il quale l’uomo si sarebbe anche procurato una forte botta alle costole.

Ha negato per settimane

Il corpo di Manuela Bailo si trovava nel giardino di una cascina nelle campagne di Azzanello, in provincia di Cremona. Finora l’uomo, tornato nella serata di domenica 19 agosto dalla Sardegna, aveva sempre negato di sapere qualcosa e di di avere a che fare con la scomparsa. Dopo la sparizione di Manuela, era tornato al lavoro con dolori alle costole e si era giustificato dicendo di aver avuto un incidente domestico.

“Storia finita un anno fa”

L’amante ha ceduto dopo un lungo interrogatorio in cui inizialmente aveva spiegato che la relazione era finita “da oltre un anno”. Poi aveva sostenuto di aver visto Manuela Bailo per l’ultima volta il venerdì sera prima della scomparsa. I due si erano conosciuti al Caf Uil di Nave, comune in provincia di Brescia, dove viveva e lavorava Manuela.

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“Io sono tranquillo, so di non aver fatto nulla e di non entraci con questa vicenda, ma allo stesso tempo sono preoccupato per lei”: queste le parole dell’amante di Manuela Bailo, la donna di 35 anni scomparsa a fine luglio da Nave, nel bresciano.

L’uomo, di 10 anni più anziano di Mauela, già ascoltato dai carabinieri, ha affermato che la loro relazione era finita “da oltre un anno” e di aver visto la donna per l’ultima poco prima della scomparsa, per un “aperitivo con altri colleghi”.

Quanto al fatto di essere tornato in ufficio con un forte dolore alle costole, dopo il week end della scomparsa di Manuela, l’uomo ha affermato che era caduto in casa e di essersi fatto male così.

Manuela aveva convissuto con Matteo Sandri, come mostra ancora la targa di casa, ma la pista di Sandri finora non ha portato a nulla.

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